La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor
Ecco il quarto appuntamento con la penna più matura, onesta e brava del web.
Un’altra lunga marcia giunge al suo termine nei domini del Nemico. Anche questo gioco è stato portato a termine.
Nel declino della Terza Era, le ombre si allungano sull’Altipiano di Mordor, e Monolith Productions, sotto l’egida di Warner Bros. Games, ci ha guidati in questa tetra caccia nei panni del Ramingo Talion e dello Spettro Celebrimbor. Dopo molte battaglie, ecco le mie impressioni sul videogioco dedicato al mondo del Signore degli Anelli: La Terra di Mezzo – L’Ombra di Mordor (Game of the Year Edition).
Le luci nella notte (pro)
- Il Sistema Nemesis: una vera e propria stregoneria di forgia moderna. Vedere gli orchi scalare i ranghi, ricordare le passate ferite e stringere faide personali regala al racconto un sapore epico e imprevedibile.
- La Danza della Lama: il combattimento è fluido, spietato ed esaltante. Penetrare le schiere di Uruk-hai e domare le bestie di Mordor trasmette la vera potenza di un Campione dell’Ovest.
Le ombre nell’Est (contro)
- Un paesaggio desolato: Mordor è, per sua natura, una terra arida e brulla. Le distese rocciose finiscono per risultare visivamente monotone alle lunghe camminate.
- Scontri finali sottotono: dopo tanta fatica, i confronti conclusivi contro i servitori dell’Oscuro Signore cedono il passo a meccaniche troppo semplici, privandoci del pathos meritato.
Il giudizio dei Saggi: un capitolo avvincente e ricco di gloria bellica, pur senza raggiungere la maestosità paesaggistica dell’Ovest.
Di Alessandro Rimaudo · Androx85








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